ottobre 2006
GIORGIO RIGON
alla galleria "Backstage" (visionabile su LiberaEva.com)

In ognuna delle fotografie realizzate in backstage si vede “la verità”: la donna appare nella spontaneità delle sue movenze, cariche di quella sensualità tutta naturale, non artefatta, che deriva dal suo rapporto intimo e privato con i capi dell’abbigliamento destinati, poi, a conferirle il fascino plateale della sfilata in passerella.
In quel momento magico, di fugaci movenze, quando il naturale pudore e la seducente gestualità, funzionale alla spoliazione-vestizione, sembrano entrare in conflitto, noi raggiungiamo l’apice del sogno erotico.
È come se guardassimo attraverso il buco della serratura: un momento estremamente più stimolante che osservare direttamente una fanciulla seminuda, consapevole della nostra presenza.

Giorgio Rigon
Critico d'arte e Fotografo

ottobre 2006
VALERIA S. LOMBARDI

Chiedo abitualmente agli artisti di mostrarsi, dandomi così elementi per poi poter dare un obiettivo parere e valutazione.
Ed ho trovato pressoché sempre, quasi una sorta di difficoltà ad aprirsi, a mostrarsi, a raccontarsi nelle proprie interiorità, nei propri reconditi pensieri. E così solo dipinti, sculture giungono ai miei occhi.
Non è stato invece per l'artista-fotografo Gianluca Trainito. Nel suo caso ho quasi dovuto arrestare la sua voglia, la sua enfasi espressiva. E dovrebbe comprendere che, se è già riuscito a vendere qualche suo scatto, siamo già sulla buona strada.
Ho dovuto superare un mio limite. Mi sono trovata dinanzi ad una vorticosa serie di fotografie, le galleries. Ma il problema stava che queste avevano differenti tematiche espressive: dai paesaggi, all'archeologia industriale, insomma cose trite e ritrite. Poi soffermandomi meglio nelle foto delle città in quel suo voluto bianco e nero ho scorto l'incipit di Gianluca Trainito, quel sapiente, calibrato modular del bianco e scuro, che pone l'immagine come in uno spazio intermedio (come un respiro dopo aver trattenuto dell'aria), ovvero sembra che l'immagine o meglio la situazione rappresentata è andata avanti, nel corso dei suoi eventi.
Attualmente l'apice dell’arte di Trainito si focalizza nella gallery denominata Fine Arts. Da questa sezione sono rimasta folgorata da tre scatti ovvero: "Armonie", per poi un'immagine priva di titolo che la definirò "Donna ad Y" e "L'incubo".
In Armonie è stato splendido scorgere che in un così giovane ragazzo vi è un po’ di ironia (che andrebbe semmai approfondita). Si è dinanzi ad uno pseudo circolare lembo di pelle: ma difficile capire se si tratti di un ciglio, dell'ombelico o di altro.
Si potrebbe dire: ad ognuno il suo! E poi davvero folgorante ed allo stesso tempo struggente lo scatto della "Donna ad Y"; Trainito è riuscito a creare o meglio a soffermarsi sulle scarni ed ossuti risultati di femminineo atlante scolpito dopo forse anni di duro lavoro tersicoreo. Creando così nuove fattezze umane: un appagamento a  nuove cavità, seni di quadrata piattezza; Un fortissimo richiamo al "Cristo morto " di Andrea Mantegna.
Ed infine pongo l'attenzione su "L'incubo" plaudo per questa alta creazione. In quanto si vede, si sussegue il pensiero dell'artista. Solitamente un progetto rimane incompiuto, oppure volge a due, tre atti, ma si ostenta quasi sempre a dare un personale pensiero, lasciando l'altrui interpretazione.
Abilità scenografica, di sapienti luci e gioco chiaro-scurale e poi quel saper rappresentare l'irreale, il nostro molecolare pensiero che vibra al di sopra di noi. Per la sequenza delle immagini anche se in antitesi mi ha fatto rammentare un'opera come "Le déjeuner sur l'herbre" di E. Manet quel lecito porsi nuda tra gli uomini, od ancor più l"'Olympia" dello stesso pittore, quel guardare davanti, renderci partecipi, consapevoli delle nostre primordiali esigenze. Ed è ancor se bisogna al tempo nostro dire che era un incubo... e diciamolo "L'incubo".
Plaudo per questo giovane artista-fotografo che in poco tempo a già espresso con forza e con unicità un nuovo vedere.

Valeria S. Lombardi
dott.sa in Storia dell'arte contemporanea

dicembre 2006
GIORGIO GALLOTTI
introduzione alla mostra dall'Apparire all'Essere
KetumBar - Roma

L'arte medica cinese, di tradizione millenaria, si serve della pelle come area terapeutica, come confermano i libri di molti autori asiatici. Massaggio, incisione, agopuntura, bruciature o qualsiasi altro procedimento che viene eseguito sull’epidermide funge da stimolo che passa attraverso la pelle per raggiungere un effetto interiore: la pelle registra fisiologicamente pressione, contatto, vibrazione, temperatura e dolore. Sia per quel che riguarda la sensibilità superficiale o quella profonda, la pelle è in ogni caso la porta per raggiungere l'interno del corpo umano. Le divinità venivano spesso identificate con il sole e le persone ammalate venivano esposte al dio sole nella speranza che guarissero.
Su questi accenni storici e biologici si svolge il lavoro del giovane fotografo Gianluca Trainito. Uno sviluppo della fotografia generato su un concetto primordiale di scatto ma intrapreso e concretizzato cogliendo piccoli dettagli del corpo in grado di creare forme e linee sinuose e ammalianti che messe in primo piano formano figure difficilmente decifrabili. L’essere umano sviluppa concetti e idee che spesso non trovano conforto nelle espressioni e nei gesti fisici; nei lavori di Trainito si intravedono passioni che prendono forma attraverso lo studio di punti luce differenti che imprimono a diverse parti del corpo una naturalezza di linee euritmiche e ricercate.
Dall’Apparire all’Essere è un’analisi fotografica che si articola in gruppi di nudi femminili con il fine di ricercare nella bellezza e nell’armonia del corpo femminile l’essenza pura dell’Apparire Umano: l’Essere.

Giogio Gallotti

febbraio 2007
TANIA VETROMILE
alla galleria "Decadent Rose" (visionabile su Fotoarts.org)

Queste dieci fotografie di Gianluca Trainito costituiscono una serie completa dal titolo Decadent Rose in cui l’artista affronta, attraverso una delicata e a tratti cupa concertazione metaforica, il tema della vita e della morte.
Dalla prima alla decima immagine si assiste alla genesi ascendente che porta dalla nascita e dall’innocenza, attraverso l’iniziazione e la maturità, al dolore e alla morte. Come in un dipinto fiammingo, Trainito costruisce attentamente il proprio soggetto calandolo in un interno e arricchendolo di simboli: la rosa, per una bellezza che lentamente è destinata ad appassire; la maschera, per assolvere i ruoli in cui siamo costretti; la candela, per il tempo che si consuma nonché forma fallica, alchemico elemento maschile; il candido vestito bianco lentamente segnato di rosso, colori appartenenti al racconto privato di ogni donna.
Il ciclo Decadent Rose riflette in modo esauriente le caratteristiche della produzione fotografica di Trainito, il suo prediligere figure femminili, soggetti ritratti in studio e soprattutto un’attenta costruzione degli elementi che concorrono all’insieme.

Tania Vetromile
Critico d'arte

maggio 2007
ANDREA ZACCARELLI
alla galleria su Fotografionline.com

Gianluca Trainito è un artista giovane, ma  che si sta  ritagliando un posizione professionale sempre più definita e sta meritatamente acquisendo una sempre maggiore notorietà.
Nativo di Gela, ma romano di adozione, deve molto della sua formazione tecnico-artistica all’amicizia con il concittadino Giovanni Chiaramonte, (nome certamente non ignoto agli addetti ai lavori.) e che egli  considera giustamente come una sorta di mentore.
L’attuale  produzione di Trainito  spazia in molteplici campi, dalla foto di moda al reportage urbano, dalle riprese in teatro a quelle in studio, ma il campo d’espressione che gli riesce più congeniale è quello della ritrattistica finalizzata all’indagine sui sentimenti più profondi e del come questi possano manifestarsi esteriormente nelle pose e negli atteggiamenti apparentemente banali e quotidiani delle persone.
Ecco dunque la ragione per cui, tra i molti portfolio realizzati dall’autore,  “Dall’apparire all’essere” risulta essere il titolo forse più emblematico.
Ed è proprio principalmente da tale lavoro che Trainito ha selezionato,  per “fotografionline”,  una piccola scelta di scatti, che ben sintetizzano la sua filosofia di ricerca e dimostrano l’alta qualità tecnica dei suoi lavori.
Gianluca Trainito conta al proprio attivo numerose  mostre personali allestite in svariate città, ha conseguito numerosi premi e riconoscimenti e collabora in prima persona alla realizzazione di work-shops didattici. Le sue opere sono state recensite da importanti nomi della critica fotografica, tra cui spicca quello di Giorgio Rigon.
E’ molto attivo sul web, sia  come autore di immagini, sia per la sua partecipazione attiva  alla gestione di siti e comunità fotografiche virtuali.

Andrea Zaccarelli
Curatore recensioni Autori
Fotografionline.com